lunedì, aprile 06, 2009
Terremoto sotto al materasso
Questa notte alle 3.40 la terra ha tremato. Il letto ha ballato. La mia testa ha girato. I miei occhi si sono spalancati e hanno visto vibrare. Ho sentito i vicini scendere le scale. Ho fatto piano per non svegliarti mentre sognavi un palazzo che crollava. Nel silenzio della notte, quando tutto è tornato normale, la netta sensazione che qualcosa di grosso fosse accaduto. Non la classica scossetta. Stamattina a SkyTg il mio vecchio amico SuperMiloSuperSuper mi raccontava l'entità e mi mostrava la nottata di chi non si è potuto rimettere a dormire, di chi non ha sentito tornare la pace. Siamo a 90 morti. E forse non è tutto. E ancora una volta costretti a pensare a quanto basta poco xchè tutto crolli in un secondo, mentre noi restiamo inermi.
Un caloroso abbraccio agli amici abruzzesi.
lunedì, febbraio 23, 2009
L'uomo dell'anno

Oscar come miglior interpretazione maschile, nel ruolo dell'attivista gay Harvey Milk, è giustamente andato a Sean Penn. Che non ha dimostrato solo attaccamento al ruolo e alla sua professionalità ma di aver capito appieno l'importanza del ruolo che ha interpretato. Ecco le sue parole al momento di ritirare il premio, che valgono + di qualunque comizio:
"Penso che sia un buon momento, per coloro che hanno votato a favore del bando dei matrimoni gay, per sedersi e riflettere sulla loro grande vergogna e sulla vergogna che vedranno negli occhi dei loro nipoti se continueranno su questa strada. E' ora di avere UGUALI diritti per tutti"
Sean Penn
Dedicato Ad Harvey Milk. Da tutti noi, che ci auguriamo di contribuire alla causa dei diritti civili anche solo un decimo di quanto ha fatto lui 30 anni fa. E speriamo di aver imparato la lezione.
Un palco x noi

Sincerità
Adesso è tutto così semplice
Con te che sei l’unica complice
Di questa storia magica
Sincerità
Un elemento imprescindibile
Per una relazione stabile
Che punti all’eternità
Adesso è un rapporto davvero
Ma siamo partiti da zero
All’inizio era poca ragione
Nel vortice della passione
E fare e rifare l’amore
Per ore, per ore, per ore
Aver poche cose da dirsi
Paura ed a volte pentirsi
Ed io coi miei sbalzi d’umore
E tu con le solite storie
Lasciarsi ogni due settimane
Bugie per non farmi soffrire
Ma a volte era meglio morire
Sincerità
Adesso è tutto così semplice
Con te che sei l’unica complice
Di questa storia magica
Sincerità
Un elemento imprescindibile
Per una relazione stabile
Che punti all’eternità
Adesso sembriamo due amici
Adesso noi siamo felici
Si litiga quello è normale
Ma poi si fa sempre l’amore
Parlando di tutto e di tutti
Facciamo duemila progetti
Tu a volte ritorni bambina
Ti stringo e ti tengo vicina
Sincerità
Scoprire tutti i lati deboli
Avere sogni come stimoli
Puntando all’eternità
Adesso tu sei mia
E ti appartengo anch’io
E mano nella mano dove andiamo si vedrà
Il sogno va da sé, regina io e regina tu di questa storia sempre a lieto fine
Sincerità
Adesso è tutto così semplice
Con te che sei l’unica complice
Di questa storia magica
Sincerità
Un elemento imprescindibile
Per una relazione stabile
Che punti all’eternità…
Arisa
Probabilmente è proprio questa dolce parola (abusata e forse da pochi compresa), che racchiude prodigiosi concetti e effetti, ad esprimere maggiormente il senso di novità che rappresentiamo noidue. Io forse non lo avevo sperimentato abbastanza. Forse non avevo incontrato qualcuno che mi facesse sentire così libera, o anche vero che forse sono finalmente maturata io. Ho imparato dai miei errori passati... o chessoio... ma devo dire che è una sensazione che non conosce paragoni. Grazie ad Arisa per averlo così candidamente interpretato.
venerdì, gennaio 23, 2009
Sospesi
C'è una puntata del mio amatissimo S&TC in cui Carrie si sente inquieta e si sveglia di notte di soprassalto, non capendo il motivo della sua agitazione. Prima di focalizzare che ciò che la rende instabile è proprio l'insolita serenità amorosa che sta vivendo con il suo Aiden, cerca di mettersi in pari con tutte le cose lasciate in sospeso. C'è una scena, in particolare, in cui ripercorre mentalmente tutta la sua To Do List, apre i cassetti, controlla fatture e tutto è a posto. Non ci sono pagamenti da archiviare, né bollette da pagare, né visite mediche lasciate in sospeso (dentista, ginecologo, oculista, niente). La casa è in ordine. Le lavatrici fatte e stirate. Gli armadi ordinati. Le scarpe riposte. Il frigo è stato sbrinato. Il forno pulito. La lavastoviglie salata. Il calcare scrostato. I cuscini e le tende inamidati. Ebbene, lei poi arriva a capire l'origine del suo malessere e la storia prende un'altra strada. Ma invece è qui che vorrei la mia si fermasse. Anzi, dove vorrei che arrivasse.
Sono mesi che il lavoro, la stanchezza o altro non mi permettono di provare quella bellissima sensazione che prova Carrie in quella puntata. Una sensazione che lei non si gode e che io invece desidero ardentemente. Non avere nulla in sospeso. Non vedere ancora quel post it che ho attaccato sulla libreria dove ricordo a me stessa che devo archiviare la posta. E che se non lo faccio accumulo carta e disordine. Non dovermi colpire la fronte ogni volta che mi ricordo che non sono più andata a fare il controllo degli occhi, o che il ginecologo mi aspetta, che devo fare la pulizia dei denti, o che la lavagnetta con i ns biglietti calamitati sta esplodendo e va sistemata. Non avere multe da pagare. Tasse da controllare. Il 730 da ritirare. La posta elettronica da svuotare. Le foto da archiviare per liberare i computer ormai colmi. Ciaffi da buttare. Pantaloni da orlare.
Insomma anche io non vedo l'ora di guardarmi intorno e vedere che nulla c'è da fare. per restare sul divano ad esempio senza provare sensi di colpa.

A febbraio escono due nuovi libri i cui autori sono due amici a me molto cari.
L'esordio letterario di Insy, che trovate su Vanity di questa settimana e su Aut e Vogue di febbraio (notare la scelta del binomio mensili) mi riempie di gioia e di fiducia (vedi post precedente) x vari motivi (Da notare che l'intervista a Insy si è svolta all'ora dell'aperitivo in pieno stile Glitter e Psikiatria).
Mi rende felice per lui. Mi rende orgogliosa x essere stata da sempre sua sostenitrice e per aver creduto in lui. Mi ricorda con nostalgia i tempi passati insieme. Che mai dimenticherò e che mi sono così cari. E mi dà fiducia. Qualcosa di bello può ancora accadere per caso in Italia. Grazie solo al talento, e nulla di più. Basta un blog...
Il secondo romanzo di Cinzia che, ormai come da tradizione, ho in anteprima. Me lo ha mandato per mail e me lo sono stampato tutto. Viene a dormire con me e sarà il suo il numero di marzo del ns giornale (vedremo come faremo questa intervista in conference call). Lo leggo e entro dentro tante coppie.
Cinzia mi ricorda sempre, in ogni cosa che fa con impegno, quanto volere sia potere. E quanto scrivere un libro lavorando sia possibile. Quando e se riuscirò a scrivere un romanzo mi ricorderò di che esempio x me sono stati i miei amici letterati.
Il tempo si deve trovare. E che va bene che Insy è stato un fenomeno a scrivere un libro in tre mesi. Ma io me posso pure prende un anno ma almeno cominciarlo? Noi siamo anche quello che scriviamo e noi, che ci siamo conosciuti scrivendo amicimiei, lo sappiamo bene. A volte scrivere è stata una salvezza.
In bocca al lupo amici. Io continuo a credere in voi. Ma mica solo io...
Ho ancora addosso la sensazione, l'emozione, la commozione per l'insediamento di Obama alla Casa Bianca. E' successo martedì 20 gennaio, ed eravamo, tutti invasati e rapiti, davanti alla tv, in diretta alle 18 (mezzoggiorno a Washington). A seguire ogni sguardo, ogni sorriso, a soppesare ogni parola. E' confortante sapere che in un momento di crisi mondiale come questo, ci sia ancora qualcuno in grado di risvegliare la fiducia della gente nel cambiamento e in un futuro migliore. La fiducia in un uomo che rappresenta la storia e il domani. Riabilita ciò che è stato scritto e dà la spinta per scrivere ancora. Un uomo che, anche se i disfattisti dovessero avere ragione e ci dovesse deludere, avrebbe già significato tanto anche solo con la sua semplice elezione. A chi è stato dato un privilegio simile? Forse solo alla Prima Repubblica in Italia dopo la guerra. Un uomo che già solo con la sua presenza rappresenta il cambiamento e la riabilitazione di un popolo che ha pagato col sangue la sua diversità. Un uomo nero a capo del paese del razzismo. Ditemi che non significa niente...E proprio questa iniezione di energia, di ottimismo, di speranza mi ha fatto riflettere. Su noi tutti, come popolo. E su noi tutti come individui. Quanto è importante avere fede, fiducia, credere in qualcosa. Credo che sia una delle cose + importanti x l'essere umano. Cosa è un uomo se non crede in niente? Oggi il mondo crede che quell'uomo possa fare la differenza, possa operare bene e portarci fuori, il mondo intero, da questa crisi. Crede che le minoranze verranno accolte. Crede che i conflitti verranno gestiteicol dialogo e non solo con gli interessi. Crede che un'altra energia, un altro approccio ecosostenibile sia attuabile, se un paese come gli Stati Uniti lo sosterranno. Crede che gli ultimi potranno essere aiutati. Crede. Crede. Spera. E chissà che qualcosa di buono davvero non ne verrà fuori. Se così non fosse resteremo delusi ma crederemo poi in qualcos'altro.
Credere nelle xsone che si amano. In questi anni, + che mai, lo so imparando. Avere qualcuno in cui credere davvero, di cui fidarci totalmente, in limpidezza, in sincerità, in totale limpidezza, con altruismo, senza mettere in prima la linea le proprie necessità e i propri bisogni, darsi, è qualcosa di impagabile. E necessario. Io credo. Io ho fiducia. E fortuna mia ho delle xsone che mi aiutano a credere, ad avere fiducia. Che mi hanno davvero aiutato a conservare il meglio, a smussare il peggio. Persone con le quali, insieme, abbiamo davvero capito cosa sia veramente l'amore. Puro.
Credere in una nuova vita. Nelle proprie capacità. Nel coraggio di essere pionieri di nuove famiglie. Credere talmente tanto da affrontare anche le proprie paure. Credere in un corpo che cambia. In una vita che cresce dentro di noi. Nella possibilità di tramandare fiducia che porti altra fiducia.
Credere in quello che si fa. Avere stimoli. Avere fiducia in se stessi e nel proprio lavoro. Nelle proprie capacità. Ammettere i propri limiti, sfruttare le proprie virtù per farne un punto di forza. Lottare per ottenere ciò che sentiamo ci rende più sereni. Essere grati x le opportunità che ci vengono date. Non sprecarle. E a ns volta non tradire la fiducia che ci viene data. Essere riconoscenti verso la vita, verso le opportunità, verso gli incontri. Non sprecare nulla. Non bruciare, non deludere, se stessi e chi crede in noi.
So in questi gg + che mai quando la fiducia conti x me. So quanto in questi gg la fiducia a volte possa traballare. X un ambiente che non ci piace, xchè non sempre le cose vanno come vogliamo. Xchè non si riesce a fare tutto esattamente come lo desideriamo. Ma non bisogna smettere di credere, di avere fiducia. Lo dico anche a te amoremio. Che a volte, x colpa di un ambiente non facile, sei portata a non credere +. Credi. Soprattutto in te stessa. Nella tua purezza che ti distingue da tutti. Sempre. In un modo o nell'altro. La purezza, l'onestà, la passione, le virtù vengono ricompensate. E tu dovresti saperlo.
Altrimenti come si spiegherebbe che persone che hanno la loro collocazione anche rispettabile e soddisfacente nel loro lavoro, sarebbero disposte a mollare tutto per seguire una persona che le farebbe lavorare anche molto di +, con + responsabilità, con meno tempo libero? La sola risposta è la fiducia. Credere in qualcuno, fidarsi di qualcuno è tutto.
Così accade questo in questi gg in aeroporto. Che tutti vorremmo ricreare il ns gruppo di questi 4 anni. Anche a costo di tornare ad essere + oberati. Così accade che basta che qualcuno ci dia fiducia per tornare a sorridere. Così accade che un uomo politico ci dia la speranza nel credere che qualcuno di onesto ci sia ancora per i ns governi. Così accade che la gente riesca a provare fiducia in ciò che fa. Xchè la fiducia è passione. E' una chiave che apre tutte le porte. E senza passione siamo piante senza sole e acqua. Senza passione io non sarei qui di notte a scrivere. L'unica cosa che davvero sento di dover fare x non perdere il senso di quello che ogni giorno porto avanti. E x non dimenticare... di credere.
Credere a quanto, nonostante gli occhi mi si chiudano x la stanchezza, sia bello starmene qui sul divano in silenzio a scrivere. A me stessa.
Conversazione di qualche settimana fra mia sorella e BimboBimbo.Sorella: Bimbo non fare il dispettoso che altrimenti mamma ti dà le botte!
BB: e io ti denuncio!
Sorella: come mi denunci? E poi se mi arrestano tu resti solo!
BB (x nulla minacciato): macchè solo! Io resto con papà, nonna e zia!
BimboBimbo a soli 5 anni ha già capito come cavarsela. Lo adoro.
C'era una volta un ciondolo di Swarovski visto per la prima volta a Parigi. Un dubbio che mi sono portato fino a Milano. Sguinzaglio FrenchM per ordinarlo dove di certo ci sarebbe potuto essere. Lo ordina, l'attesa è lunga. Alla fine lo trova da un'altra parte. Lo prende. Lo mette nel casetto. Passano mesi. Lo consegna a Ciuccetti. Passano mesi e varie dimenticanze. Alla fine Ciuccetti me lo porta la notte di Capodanno in campagna. Finalmente lo consegno allo Gnomo. La storia e soprattutto il giro sembra essersi finalmente concluso. Gnomo felice. Io di +. Ma il lungo viaggio ha ancora qualche sorpresa in serbo. Ieri mi trovo davanti un negozio Swarovski. Butto l'occhio ed eccolo lì il ciondolo. Che x averlo ha fatto il giro d'Europa e poi... ce l'avevo sotto casa.
lunedì, gennaio 19, 2009

No. Decisamente non c'era un altro modo per riprendermi da queste ultime settimane se non questo. Dormire, dormire, dormire. Passando dallo spesso e soffice strato del piumone del letto dai mille cuscini, al caldissimo e rassicurante plaid sul divano dell'amore. Non mettere il muso fuori di casa se non per fare la spesa, rigorosamente in tuta, con i capelli legati e giusto un po' di crema idratante. Non c'era davvero altro modo per recuperare me stessa, l'energia, le forze e la lucidità, dopo lo stress e l'impegno al quale siamo stati sottoposti. L'azienda è venduta. Il passaggio di proprietà è avvenuto, accompagnato per mano dalle sue ultime ore di notte e le prime luci dell'alba da me in persona, e da tutte le persone che con me hanno voluto condividere questa esperienza che ricorderemo sempre. Una notte in aeroporto, un po' come nel film THE TERMINAL, anche se per motivazioni completamente diverse. Un'emozione, un dovere, l'epilogo riuscito di un lavoro di 4 anni che ha dato frutti insperati. Un'opportunità quella che mi è stata data davvero incredibile. Anche al di sopra delle mie aspettative e aspirazioni. Ma ce l'abbiamo fatta. Eccome. Un bagaglio di esperienza, umana e professionale, che ormai, fortuna mia, fa parte di me. E mi ha cambiata, resa migliore, + matura, + responsabile, inaspettatamente paziente e riflessiva, senza perdere mai la calma. E mi ha dimostrato ancora una volta quanto non sappia né voglia tirarmi indietro quando mi si dà fiducia e lo spazio per agire.
Grazie soprattutto alla mia Pipa con la quale tutto questo era cominciato un po' per caso, un po' per un momentaneo bisogno, un po' tanto per sondare. Abbiamo scoperto, o confermato, che insieme siamo un tandem magicamente xfetto. Una forza capace di affrontare qualunque tragitto. Una certezza e un cocktail davvero saporito, in grado di creare, capire, intessere relazioni e imprimere gioia nel lavoro anche negli animi più disincantati. Proprio i rapporti umani, la gente che ci ha apprezzato, le persone che ci hanno ringraziato, che si sono legate a noi, con le quali è nato qualcosa di profondo, che ci hanno saputo dare forza e fiducia. Sono soprattutto le relazioni interpersonali che ricorderò con maggiore intensità. Poi, certamente, i risultati. Incredibili, per gli altri. Plausibili per noi. E così è stato. La soddisfazione di aver ottenuto il meglio per la ns società e per le persone che la compongono è immensa, così però come anche la consapevolezza che se fossimo arrivate un attimo prima le cose sarebbero potute andare ancora meglio per tutti. Senza dividere soprattutto. Forse.
In questi anni ho davvero conosciuto delle persone eccezionali. Ho capito come funzionano tante cose che prima ignoravo. Ho conosciuto, e avuto a che fare, con gente in gamba, superba nel proprio lavoro, gente traffichina, mafiosa, gente che non merita ciò che ha e gente che sa aggrapparsi al carro dei potenti. E in mezzo a tutto questo mai nemmeno un secondo non sono stata me stessa. Grazie a questa esperienza ho ricevuto sguardi d'intesa, condiviso unione di intenti e intessuto affettuose amicizie con persone uniche: operai, imprenditori, dirigenti, tutti uniti dalla loro umanità e dal loro talento, dalla loro voglia di fare e credere. Le stesse che ho io. La voglia di lavorare con serietà ma con il sorriso sulle labbra.
Si riparte con una nuova esperienza. Il ché a me fa sempre immenso piacere. Quattro anni nello stesso posto mi sembra il timing giusto per non fossilizzarsi. Ora comincerà la mia nuova vita in una enorme e potente multinazionale. A breve anche con un nuovo ufficio. E staremo a vedere chi e cosa mi riserverà il cammino. Col grande rammarico di non poter proseguire con laPi...
Per ora, di certo, vorrei riprendermi i miei ritmi. Quei ritmi che sì mi vedono impegnata e presa dal mio lavoro ma che mi permettono di non trascurare quella parte della mia vita che conta + di tutto e che mi mantiene sana. Il mio privato, tanto prezioso e di cui tanto, sempre di +, sono gelosa. Questo weekend ho guardato la mia casa con occhi nuovi (e non solo xchè abbiamo fatto dei piccoli spostamenti di mobili che la fanno sembrare diversa). L'ho adorata, l'ho odorata, l'ho percorsa in tutto il suo perimetro. Ho camminato a piedi nudi sul bellissimo parquet. Abbiamo pranzato a letto. Mi sono girata nel letto per ore, chiacchierando, guardandoti da vicino, addormentandomi abbracciata. Ho sentito le carezze del cotone sulla pelle. Abbiamo guardato tutti quei programmi che ci permettono di amare ancora la tv: l'arte, gli animali, l'interior design... Abbiamo riempito gli spazi con la ns musica. Ci siamo godute la ns presenza staccando tutti i telefoni. Stasera poi, approfittando del mio amore allo stadio, sono rimasta sola (anche venerdì sera ma non conta dato che ho sempre dormito). La casa in penombra. Ogni cosa al suo posto, come piace a me, anche xchè soprattutto dopo un periodo di grande caos esterno, serve trovare la sicurezza nei propri spazi, nei propri oggetti per recuperare un po' di ossigeno. Le borse con le borse, le scarpe come opere d'arte, le luci basse, un bagno caldo, pieno fino all'orlo di schiuma al cioccolato (quella che non posso mai mettere quando facciamo il bagno insieme), le candele, il poggiatesta, il guanto di crine, la beauty farm casalinga. Prendermi cura di me, di te, di noi, della ns casa, del ns essere. Non c'è niente che può ripagarmi per tanta fatica. E domani inizia una nuova settimana, e forse anche un altro capitolo.
Nichy, la vita, va avanti e non si ferma ad aspettare che noi finiamo con i ns sospesi. La vita batte, si muove e si fa sentire. Scalcia. La vita ci ricorda di fermarci ma che se non lo facciamo prosegue. Non voglio perdermi nulla. Sono pronta.
venerdì, gennaio 09, 2009
Speed rewind
In questi gg ho compiuto per la seconda volta 36 anni. Poi c'è stato il tanto amato Natale e i tanto sospirati 10 gg di ferie che mi hanno permesso un ritiro in campagna lontano dalla città e dalla frenesia di questi mesi. Insieme alle persone che amo. Il tutto benedetto da una nevicata spettacolare che ci ha lasciato a bocca aperta, attonite bambine di fronte allo spettacolo bianco. E poi di nuovo Roma. Gli spostamenti dei mobili. La casa che sembra nuova. Tornare alla realtà, a volte anche dura e piena di responsabilità come quella lavorativa. Ed eccomi tornare anche alle mie riflessioni. Che poi sono il patrimonio che più conta di questa vita che scorre in un lampo. Era ieri che avevamo 16 anni. Stay tuned.
venerdì, dicembre 12, 2008
Nichy

E' un caso che ieri in tv è riapparso a Meteore Nicholas della mitica e indimenticata "Famiglia Bradford"? E' un caso che PROPRIO IERI? No, non è quasi mai un caso. E questo men che mai.
E' un caso che vedere una radiografia moderna mi colpisca allo stomaco? Miracoli della tecnologia.
E' un caso che qualcosa che x molti richiede diversi tentativi, x qualcuno sia colpo sicuro? Nemmeno questo è un caso. Si vede che così doveva proprio andare. E così infatti è.
E' tutto un miracolo. Meraviglioso Nicholas.
venerdì, dicembre 05, 2008
La Chiesa ci vuole morti... carini loro...
Il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli aderisce allla fiaccolata - sit in che si terrà sabato 6 dicembre, dalle ore 17 davanti San Pietro, in Piazza Pio IX, e promossa da Arcigay Roma, ArciLesbica, Radicali Italiani, l’Associazione Radicale Certi Diritti, l’Associazione Luca Coscioni e Nessuno Tocchi Caino, insieme alle associazioni che si battono per la tolleranza, la laicità e i diritti civili e umani, contro la grave decisione del Vaticano di non sostenere la proposta francese all’Onu di depenalizzazione dell’omosessualità. All’iniziativa non violenta partecipano dirigenti, parlamentari e militanti radicali insieme ad esponenti del movimento lgbt. La decisione del Vaticano è gravissima perché alimenta l’omofobia e la violenza verso persone che non hanno colpe e che desiderano vivere la loro vita con rispetto, dignità e il riconoscimento dei propri diritti.
PARTECIPA ALLA FIACCOLATA, COSTRUISCI I TUOI DIRITTI!
mercoledì, dicembre 03, 2008
Post-it
"... in ginocchio, tra le gambe dell'amata ad ansimare...
non c'è un posto migliore in cui sognare,
il sogno è un altro modo in cui guardare
qualunque terra si può fare mare
non c'è un posto migliore in cui sognare..."
martedì, dicembre 02, 2008
24 novembre: un'altra Italia è possibile (col punto di domanda)
Ci sono periodi che ristagnano. In cui non accade nulla. Niente si muove. Come la calma prima del terremoto. Poi succede tutto insieme. E queste giornate così importanti lo dimostrano. Obama sembra aver sciolto il catarro, come uno sciroppo. E tutto il resto ora fluisce liberamente. Il bello e il brutto. Quello che da anni si era incrostato ora esplode in tutta la sua ferocia.
Molti hanno paragonato la vittoria di Obama negli Usa alla vittoria all'Isola dei Famosi di Vladimir Luxuria. Gli snob, gli intellettuali o semplicemente quelli che recitano la parte di chi detesta certi programmi spazzatura, hanno tentato di ridimensionare un parallelo apparentemente eccessivo, decisamente su piani diversi. Ma io così esagerato non lo trovo.
Perchè parliamoci chiaro: un programma che è guardato da 10milioni di italiani. Una platea così vasta, che definire massa è d'obbligo. Quegli stessi milioni che votano, spendono, finiscono i soldi, vivono nel ns paese, disprezzano e si disinteressano di certe questioni, xchè troppo presi dai propri problemi economici o xchè aiutati nel disprezzo da certi credo religiosi. Quei milioni di italiani che vorrebbero che i gay se ne stessero a casa loro a fare le cosacce. Quei milioni di casalinghe, impiegati, gente qualunque e qualunquista che vorrebbe non vedere + le trans che sculettano ai gay pride. Anzi, che non vorrebbero + i gay pride. Che vorrebbero che ce ne stessimo zitti e buoni ringraziando che non ci mandino al confino o ci ammazzino come in Iran. Quegli stessi milioni di italiani che pensano certe cose solo xchè nessuno li aiuta a capire, conoscere, sciogliere, vedere la realtà. Nessuno ci insegna ad amare, a capire, ad accogliere. Tantomeno purtroppo la fede cristiana (se non a parole o solo le categorie prescelte).
Ebbene, questi milioni di italiani hanno visto, amato, votato o fatto votare, accolto e fatto vincere UN TRANSESSUALE COMUNISTA nell'era Berlusconiana. Un transgender posato, aggressivo quando serve, zen, forte, tenace, pacato. Potrà pure stare antipatico, ma il valore simbolico di questa vittoria e di questa popolarità di un ex parlamentare di Rifondazione è innegabile. E mi piace pensare che questo simbolo possa aver raggiunto il cuore e le teste di quei milioni di spettatori che hanno visto, in un programma popolare e trash, un transessuale, un uomo col pisello e le tette, guadagnarsi il rispetto di tutti, o quasi. A differenza di altri programmi con quelle pantomime dove i froci sculettano e fanno finta di avere la fidanzatina.
Magari sono solo piccoli segnali. Ma di certo non insignificanti. Magari è solo la vittoria di un bravo showman/girl e non di un'intera comunità, ma come negare quanto peso possa avere sulla cultura e la società? La sera della vittoria sono state fatte vedere immagini dei gay pride e di Muccasassina, quegli stessi spettacoli che spesso passano al Tg come cose di cui vergognarsi, dove Vladi ha militato e lavorato per anni. Anche se fosse solo il successo di un singolo, ci auguriamo che sia uno squarcio in questo paese che dimostra di avere una popolazione più matura della sua classe politica. La massa popolare decreta sua eroina una trans, militante e impegnata; non già la trans dello scorso anno al GF che sembrava una signora bene democristiana e normalizzata, ma un travestito con le stempiature e le gonneline per coprire il cazzo. Gli italiani hanno amato questo. Il Governo italiano sappia far tacere la chiesa e sappia fare quel balzo culturale che ha fatto persino un reality spazzatura come l'Isola dei Famosi.
L'Italia popolare ha finito proprio ieri sera di celebrare la sua nuova madrina, eppure il Vaticano non ha aspettato molto per staccare la distanza. Se l'Onu e un paese civile europeo propongono nel 2008 di depenalizzare finalmente l'omosessualità, la chiesa dice no. Xchè i gay sono pedofili e meritano di essere non solo discriminati ma pure impiccati. Xchè depenalizzare l'omosessualità significa questo: non evitare che i froci si sposino, ma evitare che vengano uccisi nei paesi dove questo è ancora legale. E invece il cristiano che ti fa? La chiesa, molto cristianamente, anziché salvare quei figli trucidati, preferisce opporsi. Facendo perpetrare odio e ferocia. Bell'esempio di amore e solidarietà. Io mi vergognerei a definirmi cattolico se la mia chiesa volesse far impiccare delle persone. E allora lo dicessero: la santa inquisizione, la Shoah, altro che storie, sono dei sanguinari. E basta. E se noi ci attacchiamo alla vittoria di Vladimir all'Isola x essere contenti e sperare in un paese migliore, non potete biasimarci. Che Vladi sia fautore di un cambiamento che dal basso ci possa portare in alto. Presto. Lontano da dove siamo ora.
ps: la sottoscritta non l'aveva mai vista l'Isola dei Famosi. Ma quest'anno mi sono appassionata. E a ragione. E' stata una bella lezione x tutti. Sarebbe ipocrita non ammetterlo.
lunedì, dicembre 01, 2008
4 novembre: un altro mondo è possibile

Sono mesi che la memoria non potrà cancellare. E a date significative, magari solo nel ns microcosmo, si aggiungono eventi che cambiano di fatto la storia e incidono in modo prodigioso giorni che resteranno indelebili sul tronco del XXI secolo. C'è una data in particolare che studieranno i ns figli sui sussidiari e che noi abbiamo avuto il privilegio di vivere. Ce n'è un'altra di apparente minore importanza (di cui parlerò dopo), ma che rappresenta un grosso significato per la società italiana, a quanto pare più all'avanguardia del governo che la rappresenta.
Erano anni che non mi emozionavo così per qualcosa che troppo spesso ci ha abituati, tutti, giovani e sfiduciati (escludendo i più tenaci, quelli meno pigri mentalmente, quelli che non cercano alibi, gli idealisti), ad essere scettici e distratti, anestetizzati e disincantati. Erano anni che non succedeva che tante energie, tante speranze e tanti sogni confluissero tutti in una sola persona, o in ciò che questa rappresenta. Nel mondo. Ci abbiamo sperato, abbiamo temuto, abbiamo discusso, abbiamo pontificato, ci siamo animati, abbiamo scritto, siamo rimasti davanti alla tv in diretta notturna. Ci siamo addormentati e ci siamo risvegliati con la voce di Mentana che urlava. Questa volta non per una questione di calcio. Anche l'Italia ha esultato. Barack Obama ha vinto.
Il nuovo presidente degli Usa è democratico, progressista, diverso dagli altri, giovane e, soprattutto, NERO. Posso solo immaginare cosa questo possa significare per quei nonni afroamericani che hanno vissuto la schiavitù, che sono passati attraverso le fontanelle per bianchi e neri, che sono cresciuti in contee dove c'erano negozi e locali dove i neri non potevano entrare, le scuole separate, le persecuzioni, il Ku Klux Klan, che hanno visto uccidere Malcolm X e Martin Luther King, che hanno visto morire le loro speranze. Ora il cerchio si è chiuso. Il percorso si è concluso. Posso solo immaginare cosa questo possa significare x chi ha sofferto sulla propria pelle il razzismo del Nord e del Sud degli Stati Uniti. Nell'immaginare e vivere empaticamente con quegli afroamericani il significato di un messaggio simile, imparo e mi cibo di una lezione che ridona speranza nel futuro.
La gente può cambiare. Le persone possono imparare, capire i propri errori e rimediare. La speranza di una lezione ha motivo di esistere e di essere perpetrata nel tempo. Tramandata. Assimilata. Cementificata. Quello stesso paese che ha ucciso, impiccato, trucidato, perseguitato, carbonizzato i neri. Oggi chiede perdono. E lo fa riconoscendo come capo della sua gente un nero. Anzi uno che è proprio il simbolo del suo paese, un nero, mezzo ariano, meno africano. Un misto di tante popolazioni. Il vero meltin pot. Xchè la gente ha voluto questo. Xchè è tempo di cambiare. Xchè restare fermi sulle proprie convinzioni, le proprie finte certezze, i propri recinti ha portato (come sempre accade anche nella ns vita privata) crisi, aridità, povertà. La gente non ne può + e ha bisogno di credere di nuovo. E ha creduto. E ce l'ha fatta.
Grande lezione x noi italiani poi. Non solo quella di cui sembra noi non siamo ancora capaci: imparare dai ns errori, ripartire dal basso, ascoltare la gente, ripartire da dove avevamo sbagliato per crescere e migliorare tutti insieme. Ma anche la lezione di professionalità e di onestà politica/morale e rispetto della " cosa pubblica" dimostrata dall'avversario repubblicano McCain. Come già detto a gran voce tra amici, mi sono + emozionata quasi al discorso di McCain che non a quello di Obama. Appena saputo di aver perso, il repubblicano (a mio avviso penalizzato molto, oltre che dal mandato Bush, anche dal boomerang Palin) si è affrettato non, come avrebbero fatto qui in Italia - con la complicità e il solito silenzio di un popolo anestetizzato - a sputare merda addosso al suo oppositore minacciando di fargli guerra, ma a riconoscere il suo valore, la sua vittoria e riconoscerlo da quel momento come SUO PRESIDENTE. Sarà stata anche pura diplomazia ma molto significativa di come si fa quel lavoro, o di come andrebbe fatto, e di quanto evidentemente il popolo americano sa farsi rispettare. "Da oggi Obama è il mio presidente, e mi rimetto a lui manifestandogli tutta la mia disponibilità nel caso avesse bisogno di me. Xchè una cosa abbiamo in comune: entrambi amiamo profondamente il ns paese". Xchè la cosa + importante non è il successo xsonale ma il bene del paese, della gente che in te ha fede.
Già amare il proprio paese. Abbiamo forse noi la sensazione che i ns politici amino noi e il ns paese? Che rispettino noi e il ns paese? Che siano grati x il lavoro che fanno e l'opportunità che gli è stata DA NOI data? Che facciano di tutto per renderci la vita migliore? Che facciano il loro meglio x rendere questo paese migliore? No. Tutt'altro. McCain ha ringraziato il popolo americano x avergli dato la possibilità di aspirare a governare il suo paese. Se avesse perso qui avrebbe fatto di tutto per infilarsi da qualche parte e smerdare il partito vincente. Magari inculcando negli italiani terrore e sfiducia. Non ci resta che sperare nella ns proverbiale esterofilia e dipendenza dagli Stati Uniti. Di solito ciò che succede lì, da noi accade una decina di anni dopo, almeno. Magari anche solo x emulazione otteremo domani qualcosa anche noi.
Ma godiamoci questo nuovo odore che c'è nell'aria e che ha già contagiato tutti coloro che credono da sempre in un futuro migliore. Da oggi è possibile crederci. Un sorriso fiero. Un politico che sembra fresco, credibile, schietto. Un uomo che rappresenta l'anello di congiunzione fra il passato e il futuro. Un uomo nuovo che significa tanti uomini nuovi. Che significa un'altra donna segretario di stato. Che significa basta a un certo modo di fare politica, all'arroganza, alla volgarità, alla voracità, all'egoismo becero. Che non tergiversa nemmeno sulle questioni, come quella dei diritti omosessuali, sulle quali non è convintissimo e che sa essere delicatissime. Le notizie che arrivano da amici che sono lì e che dicono che dopo l'11 settembre è la prima volta che la gente ha di nuovo fiducia. Fiducia nel prossimo, nel presente e nel futuro. Fiducia in noi tutti. Nel cambiamento. E nel progresso. E' un momento davvero storico. E noi tutti stiamo godendo. Il mondo sta cambiando. Si respira.
"Questa vittoria non è il cambiamento ma la possibilità del cambiamento, e se c'è ancora qualcuno che dubita che l'America sia un posto dove ogni cosa è possibile, dove si può realizzare il sogno dei ns padri e dimostrare il potere della democrazia, questa notte la risposta è arrivata"
Barack Obama, 44° presidente degli Stati Uniti d'America
(Chicago - stato dell'Illinois - 4 novembre 2008)
E' passato quasi un mese da quella data. E io ancora non avevo scritto nulla. Non potevo non lasciare una traccia di questo evento che ci ha già cambiati tutti. Tutto è possibile. O quasi.
Notizia di questi minuti: Hillary Clinton, nella corsa alla Casa Bianca avversaria di Obama nella scelta del candindato democratico, è stata nominata segretario di stato. Altro esempio di grande spirito di squadra e di unione delle forze.
lunedì, novembre 10, 2008
Non mi interesso di calcio, ma di opinioni libere
Nel frattempo che io riesca a ritagliarmi 10 minuti in santa pace in cui possa commentare le grandi notizie di questi gg (xchè Facebook questo ha di assolutamente geniale: darti la possibilità di commentare all'istante con il massimo della sintesi e il minimo sforzo, creando xsino un dibattito collettivo e in tempo reale, mentre x il blog almeno un quarto d'ora te lo vuoi prendere?!), mi xmetto di consigliare e pubblicizzare un blog interessante in cui si parte dal calcio x parlare della società. Chi se ne intende, dice che il calcio è la parafrasi della vita. Io che non sono tra quelli che conosce e segue il calcio non saprei dire. Ma Salvatores c'ha vinto un Oscar con questa filosofia, x cui non mi sento di dissentire, nonostante la mia refrattarietà all'argomento.
Anche Marco Travaglio si è occupato nei suoi libri e nelle sue denunce, della parzialità, x non dire altro, di opinionisti sportivi, più preoccupati di favorire questa o quella società, anziché dire la verità. Vabbè, cose già risapute. Calciopoli e molto altro. L'omosessulità che è un tabù, i calciatori costretti a sposarsi x non farsi urlare frocio dietro. Zeman e il doping. L'omertà e il favoritismo. I venduti e i ricattatori. X chi ama l'argomento, qualcuno che dice quello che pensa senza avere briglie di nessun tipo.
Soccer and more, le libere opinioni sono al forza dell'informazione corretta: www.soccerandmore.splinder.com
venerdì, ottobre 24, 2008
Il segno indelebile
Oggi, alle 19, saranno 3 anni che mia nonna ha smesso di illuminarmi con il suo sorriso, il suo "amoreeee" quando mi chiamava al telefono, le sue battute su Berlusconi, Craxi e Mussolini, le sue perle di saggezza e spontaneità, le sue espressioni facciali, le sue fantasie maculate e i suoi gioielli, i suoi ricordi del centro e di Via della Vite. Ma soprattutto saranno 3 anni che vivo senza quell'amore immenso con il quale mi sovrastava. Anche se lo porto dentro, come esempio unico su cui misurare tutto il resto.
Grazie che ci coinvolgi ancora oggi. Strappandoci ai ns impegni e trascinandoci in centro, nei tuoi vicoli, per le tue strade a te così familiari, per brindare ancora una volta a te. Tutte insieme. Sei con noi in tutto quello che facciamo tutti i gg. Ed è incredibile.
mercoledì, ottobre 22, 2008
The day after tomorrow
Mia mamma, molto prima della crisi delle borse, prima dell'euro, prima delle bolle immobiliari, ha sempre sostenuto che a fine mese per Roma non ci sia traffico perché la gente finisce lo stipendio. Questa mattina, non trovando nessuno x strada e non essendo scoppiata nessuna epidemia (a meno che io sappia), ho pensato x la prima volta che avesse ragione.
mercoledì, ottobre 15, 2008
Dopo lunga riflessione, sono giunta alla conclusione che: sì gli eventi sono talmente importanti da sembrare piccoli rispetto a dei frammenti di racconto. Le parole a volte sono povere. Almeno le mie. Ma è anche innegabile che l'avvento di FB mi abbia divertito e tenuto lontana da qui. ma una cosa non può e non deve escludere l'altra.
Sto per tornare. Ho intenzione di riappropriarmi di questo mio adorato e prezioso spazio. Mi manca. E ora dopo quasi 2 mesi ne sento il bisogno. Intanto mi metto in viaggio per Milano per la mostra della mia piccola. Stay tuned.
ps: mi scuso con le mie adorate persone che leggono questo mio diario e alle quali ho sottratto un pezzo della ns quotidianità. Ma intanto ne abbiamo vissute di altre. Il ns da fare ce lo abbiamo avuto. E che da fare!
sabato, settembre 06, 2008
In Italia ogni anno si discute spesso all'interno della comunità glbt attivista su quale sia il pride nazionale (ogni anno una città diversa a scelta dopo varie candidature e altro....), quello locale (un rito ormai Catania), quello simbolico/politico (Roma, sede del Parlamento e della Santa Sede, ns acerrimo nemico), quello stiracchiato (di solito Milano). Poi avvengono degli eventi che mettono d'accordo tutti senza nemmeno bisogno di starne a parlare. Degli accadimenti che sono dei gay pride ufficiosi e, in alcuni casi, persino + riusciti di quelli ufficiali. Oggi è uno di quei giorni. Credevamo quello di 2 anni fa sarebbe stato l'ultimo in cui l'avremmo vista dal vivo in Italia. Ma lei, come sempre, ci ha stupiti. Tanto che ad agosto x i suoi 50 anni si era pensato di andare con le mamme a NY dove Lei avrebbe dovuto tenere un concerto a Central Park, che poi non è mai avvenuto. Lei ora si è inspiegabilmente un po' rifatta, tanto da sembrare un incrocio tra Ivana Spagna e Valeria Marini. E noi credevamo che lei non sarebbe mai caduta in questa rete come le starlette di basso livello. Ma non possiamo sapere come ci si sente a 50 anni vedendo la ns faccia zoomata su tutti i giornali. Forse x invecchiare dignitosamente ed elegantemente come Geraldine Chaplin bisogna essere un prodotto di nicchia. O forse soprattutto non schiavi della propria immagine. Fatto sta che mi troverò ancora una volta innegabilmente davanti a uno degli show + prodigiosi dello spettacolo mondiale. Davanti (si fa x dire) alla prima donna che mi ha fatto, in tempi non sospetti, battere davvero il cuore. Mia nonna lo aveva capito da allora, e io no. Forse ci sarà addirittura la mia mamma, insieme alle Babbions, tanto x farci capire quanto questo evento abbia raggiunto in potenza comunicativa. Noi saremo lì, con loGnomo eccitata come davanti allo scudetto della Lazio (pressocché impossibile in effetti) o alla nascita di un nipote. Io e le Orche, Uà e il marito e migliaia di ns amici sparsi tra tribuna e prato, come cellule impazzite. Io con il ricordo sempre vivo di quello che di fronte e per Lei provavo da piccola. Con ancora in testa la voce scettica di mia nonna che negli anni '80 diceva, scuotendo la testa e dissociandosi dalla mia idolatria: questa non durerà niente (una delle poche cose su cui mia nonna aveva torto).
Insomma. Ci vediamo TUTTI stasera al concerto di Madonna. Appuntamento con tutti gli amici a fine concerto sotto la Palla dell'Olimpico. Forse sarà questa l'ultima volta. Ma non si può mai dire...
