giovedì, gennaio 24, 2008
Il brunch con voglia di tenerezza
Pare che di questi tempi non si riesca proprio a stare al passo col blog. E meno male che mi rammaricavo pochi giorni fa di non riuscire a scrivere quando volevo. D'altronde non c'è tempo. E quel tempo lo si impiega nella palestra, nel corso di spagnolo, a riposare, a staccare un attimo, a starsene un po' in pace e in amore.
Restano xò, ugualmente, appunti importanti dei giorni andati. Tanto per cominciare: la cosa eccezionale di un brunch di domenica all'Hilton non è incrociare lo sguardo e il garbato saluto del mio omonimo e maestro LucaLuca, con consorte e prole, ma trovarsi al buffet col piatto in mano, a scegliere tra noodles wok o sushi sublime, accanto a nientepopodimenoché Shirley MacLaine. In confronto la vista dei pancake appare quasi trascurabile (ma non del tutto). Incredibile emozione. Mia e di Betty. Peccato che gli altri ns commensali non sembravano altrettanto colpiti. Nazionalisti.
Cmq lei era meravigliosa con la sua tutina color lavanda, stile pensione in Florida. Sembrava uscita da una puntata di Cuori senza età. E non si è nemmeno rifatta troppo. Mi è parso... (ma ce la ricordiamo in quel meraviglioso film "Quelle due" in cui lei faceva la lesbica in coppia con Audrey Hepburn? mica una così...)
Note a margine: il parcheggio all'Hilton si può pagare col bancomat.

